Sentimentalia. Le poesie di Giuseppe Selvaggi ritrovate da Pietro Varuolo.

“Non v’è cosa più antica e più primitiva e insieme più artisticamente difficile ed alta della poesia: essa è l’arte dell’esprimere i sentimenti, del rappresentare fatti e cose con immagini e linguaggio non propri della comune prosa”. La definizione è di Giuseppe Selvaggi, autore della plaquette “Sentimentalia”, recuperata da chissà quale cassetto della dimenticanza e dell’abbandono dallo storiografo pomaricano Pietro Varuolo; una piccola raccolta, trattasi solamente di nove componimenti più una nota introduttiva vergata dal Selvaggi stesso, dedicati al defunto padre.

Il libricino, stampato a spese dell’autore presso la tipografia Liantonio di Matera, dovrebbe esser stato pubblicato almeno nel 1900; il pomaricano Giuseppe Selvaggi, però, non ha fatto inserire da nessuna parte del libretto la data d’uscita dello stesso.

La dedica è altamente significativa. E prende praticamente una pagina intera: “All’adorato defunto mio padre: questi versi sono dettati dalla profondità del mio dolore, in cui brancolo come in una notte buia senza speranza dell’alba e vogliono testimoniare che per me non sei morto, né mai morrai, perché la memoria di te è la più grande guida del mio spirito”.

Dal libro potremmo estrarre, appunto, la poesia “A mio padre” o “Solitudine”, ma preferiremo affacciarci in “Alba pomaricana”: “Mentre il silenzio regna dominante / sol da fruscio degli alberi interrotto, / perché vento leggero da levante / spira armonioso come dolce canto, / prima fase del dì, solo t’aspetto / da quando sparve il sole all’orizzonte. (…)”. Il livello, in buona sostanza, non è eccelso. Lo si capisce subito. I termini, oltre che le immagini, la di cui necessità era stata richiamata dallo stesso autore in sede di prefazione, più il suono dei versi sfiorano il concetto stesso di banale.

Dettò ciò, approfitteremo invece dell’occasione per dare un ennesimo riconoscimento a lavoro decennale di Pietro Varuolo.

NUNZIO FESTA

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455