Primi passi nel Rischio

Prima di inoltrarci su “cosa fare” in Emergenza è bene conoscere quali sono gli scenari specifici e comprendere il linguaggio tecnico.

La necessità primaria è sempre la prevenzione, ma affinché la prevenzione sia efficace, ed anche per mettere in pratica le manovre basilari per metterci in salvo o per aiutare, bisogna conosce la tipologia di rischio nel quale siamo coinvolti.

Conoscere i rischi che interessano il proprio territorio è un necessario strumento di autoprotezione. Un cittadino esperto, un cittadino competente, un cittadino coinvolto nel sociale è prima di tutto un cittadino coerente e razionale.  

Bisogna conoscere cosa fare prima, durante e dopo il verificarsi di un’emergenza. 

Il nostro è un Paese ad Alto Rischio da ogni punto di vista. Terremoti, alluvioni, frane, incendi, eruzioni ecc… 

Ogni evento ha delle peculiarità proprie.

La prima parola da conosce è: RISCHIO

Il Rischio è la probabilità che in una determinata zona si possa verificare un determinato evento calamitoso. Essenzialmente è la combinazione tra probabilità e gravità.

Esistono molte tipologie di “Rischio”: sismico, vulcanico, idrogeologico, ambientale, nucleare/radioattivo, industriale, sanitario…

La Valutazione del Rischio è composta da tre fattori fondamentali: la PERICOLOSITÀ, il VALORE ESPOSTO e la VULNERABILITÀ.

La Pericolosità è la probabilità che una regione sia interessata da fenomeni specifici. Il Valore Esposto è dato dal numero di persone esposte al pericolo. La Vulnerabilità è la percentuale di valore che si stima verrà perduto.

Ogni evento è differente dall’altro, e a parità di evento non corrisponde mai lo stesso risultato.

Un esempio – Un terremoto di magnitudo 7 sulla scala Richter non avrà gli stessi effetti se esso dovesse verificarsi in Italia e al Polo. La pericolosità resta un valore fisso, ma il Valore Esposto, ovvero le persone coinvolte,  è un fattore variabile: il numero di persone presenti in loco, e quindi esposte al Rischio, è molto differente. Stesso discorso per la Vulnerabilità se prendiamo ad esempio le strutture danneggiate.

In Italia sarebbe una tragedia immane. Paesi rasi al suolo e probabilmente molti, troppi, morti. Al polo non ci saranno strutture danneggiate ne morti. Questo perché la demografia è differente.

Stessa tipologia di Rischio, stessa Pericolosità ma risultato completamente diverso.

Nelle prossime pubblicazioni ci soffermeremo sulle tipologie di rischio e su come comportarci.