POMARICO – LE FAMIGLIE SGOMBERATE DUE ANNI PRIMA DELLA FRANA CHIEDONO PARITA’ DI TRATTAMENTO RISPETTO AGLI EVACUATI DI GENNAIO

POMARICO – Dato che avevamo la notizia della prematura scomparsa del Comitato pomaricano per la Difesa e valorizzazione del centro storico è possibile adesso anche aggiungere informazioni utili rispetto alla situazione della 4 famiglie sgomberate dal rione Castello già quasi due anni prima della frana di gennaio scorso. Tra queste, tra l’altro, quella del presidente del sodalizio civico, il pittore Michele Zuccaro; più la giovane famiglia Caldone e i nuclei familiari Lopatriello e Acito.

Siamo dalle parti di via Pietro Micca e via Giacomo Leopardi. A qualche respiro tanto dalla Casa del Miracolo di san Francesco quanto dalle chiese del Purgatorio e dell’Addolorata (già santa Margherita) col suo nuovo e moderno anfiteatro. Zuccaro, Caldone, Lopatriello e Acito, sono beneficiari adesso, nonostante loro malgrado non possano rientrare nel provvedimento degli emolumenti riguardanti i contributi d’autonoma sistemazioni previsti per gli sgomberati di frana e cedimenti di corso Vittorio Emanuele di quest’anno, d’un contributo economico che dovrebbe compensare le spese d’affitto sostenute da giugno a dicembre. “Considerato che – è riportato dall’atto pubblico – il Comune di Pomarico non ha a disposizione alloggi adeguati da destinare ai nuclei familiari oggetto di sgombero e che tutte le famiglie sgomberate hanno provveduto alla locazione di civili abitazioni di proprietà di privati cittadini”.

Ben prima del dramma che ha cambiato la fotografia stessa di Pomarico, oltre evidentemente alla vita quotidiana e idea di futuro di molte persone, parecchio prima del cedimento del terreno ma già delle voragini che spaventavano le abitanti e gli abitanti del centro storico, proprio a cominciare dal punto geografico già sgomberato di via Micca ecc. si cominciava a presentare il programma di sviluppo proposto dal consorzio “Terre d’Aristeo”. Mentre parte della cittadinanza, la cosiddetta cittadinanza attiva di questi limiti, ovvero per esempio proprio il Comitato per il centro storico di Pomarico, chiedeva interventi del pubblico per la manutenzione dell’abitato e verso il controllo e lavori all’intero apparato di rete idrica e fognaria. Poi, la frana. Poi, ancora più avanti, le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Poi, infine, il solito ingombrante e martoriante silenzio. Tranne per rare eccezioni, di certo.

La richiesta principale delle famiglie evacuate prima di gennaio 2019, resta quella d’esser trattati alla stregua degli evacuati della frana. Si vedrà.  

NUNZIO FESTA