L’ACQUA FRANATA PER MIRACOLO

Quando muore, l’acqua dove va a finire? Nel paradiso degli elementi naturali, risponderebbero i gretini più intransigenti; nel purgatorio, di sicuro, delle materie vive, direbbero i credenti più praticanti delle lande telematiche e dei vari misteri o ministeri di fede.

Ma Acquedotto lucano spa, di sicuro, sa fare molto meglio. In pratica l’ente sub-subregionale è riuscito a far sparire perfino il ricordo delle acque perdute dalle condotte pomaricane prima durante e dopo il tempo di frana e cedimenti del 25 e 29 gennaio scorsi a Pomarico.

Sfruttando, con buona pace pacificata dell’Amministrazione comunale, di sicuro, e d’articoli di giornali e interviste varie come variegate il sistema – sostenuto dagli interventi statali – per la gestione post accadimento. Che vede contributi per spese degli sgomberati / rimozione delle macerie ecc. / risarcimenti ulteriori dovuti…!

Non siamo così sicuri sia stato necessario, almeno in questo caso, che san Michele Arcangelo, protettore della comunità cattolica e del paese intero diciamo, sia dovuto intervenire. Nonostante il drappo ancora presente come sigillo divino della zona rossa. Oppure che Francesco d’Assisi, proprietario d’un miracolo dalle parti del Castello (tra l’altro con casamuseo in uno dei punti più delicati dell’intero territorio cittadino) sia stato tirato in ballo. Manco per intercessione stavolta. O che a compiere il miracolo, questa volta dal Santuario della zona agreste dedicata, abbia dovuto accorrere la madonna del Carmine. 

Il fatto, di sicuro, è che la comunità pomaricana ancora deve aver rendicontato un punto: Quanto e come, se è stato poi così, la condizione delle condutture idrico e fognarie ha contribuito all’ultimo movimento franoso?    

n.f.

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455