La Straniera della lucana Durastanti è nella lista delle opere finaliste al Premio Strega

La straniera” di Claudia Durastanti, La Nave di Teseo (Milano, 2019), pag. 285, euro 18.00.

Claudia Durastanti ha il possesso della scrittura. E con questo suo memoir finalista allo Strega ’19, “La straniera”, sublima l’idea stessa di letteratura; alla faccia degli scrittori che devono scrivere, che magari devono o vogliono vincer qualcosa; che sia premi o fama. Brama.

Claudia Durastanti, che sa dirci alla stessa maniera e con la stessa resa i suoi margini delle origini famigliari da Gallicchio (Basilicata, Meridione, Italia), quelli londinesi e la marginalità di pezzi degli States o di Roma Capitale, fa vivere quel che vuol donarci. Si tratti di fatti come misfatti, oppur si venga alla costruzione della trama cosparsa di passato e poi ovviamente intrecciata verso il fiato del futuro.

Quando un ex presidente di Regione, originario delle lande di Durastanti, Vito De Filippo al sottoscritto e allo smarrito ma incuriosito assai Di Consoli disse d’una giovane scrittrice lucana che aveva scritto un bel romanzo, per quanto ne aveva sentito già parlare lui che ancora non l’aveva letto, mentre in una siesta della Matera tutt’altro che in sentore di designazione a Capitale Europea, immediatamente ci segnammo in testa il titolo “Un giorno verrò a lanciare Sassi alla tua finestra dopo esserci guardati in faccia. Allora, contattata la Marsilio, scopriamo la prima bellezza scritta di questa autrice che, parere poi condiviso dallo stesso Andrea, avrebbe potuto dare forza e passione nel suo percorso di crescita.

E adesso, al quarto romanzo di Claudia Durastanti, ogni possibilità di dubbio è, come si dice, evaporata.

Famiglia.

Le origini. “Mia madre è nata negli ultimi giorni del 1956 in una masseria sul fiume Agri, in Basilicata. Di solito i miei nonni materni alloggiavano in paese d’inverno e non in quel fabbricato mezzo distrutto, ma erano stati sorpresi da una nevicata e così mia madre e nata in una stalla circondata da gatti e bestie magre. I suoi genitori lavoravano nei campi e lei trascorreva molto tempo con le nonne”.

Viaggi.

“Quando il sole tramonta in Basilicata il cielo diventa un polmone che espettora sangue, la sua luce fa tossire più che commuovere. Ma prima di arrivare ai calanchi, gli alberghi in mattoni rossi abbandonati vicini alle stazioni di benzina dai nomi altisonanti e alle piscine infestate, bisogna passare accanto alle torri del petrolio che brillano nella notte con i loro laser verdi e rossi che fanno pensare a un futuro preistorico – tutto ciò che è nuovo si ossifica presto da queste parti, diventa una sostanza minerale che riflette una luce morta e bellissima – e poi bisogna passare a una diga naturale, una distesa di acqua verde tra i boschi su cui raramente splende il sole e da cui salgono fiumi biancastri al mattino. Ed è solo dopo essersi inoltrati tra le curve che seguono la diga, in mezzo ai tornanti in cui l’acqua riappare e scompare con la complicità degli alberi sottili e scuri, che a un certo punto il paesaggio si apre e diventa quasi deserto, e l’ambra bruciata del sole si si trasforma in una sostanza molto più rarefatta e ipnotica. C’è una strada statale sorvegliata tra due speroni di roccia, ed è lì che sono cresciuta io”.

I due estratti dai primi due capitoli dell’opera, sono per spiegare con esperienza diretta e concreta i tempi del paesaggio; provare la maturità del paesaggio-tempo evocato con questa superba penna dall’autrice di Brooklyn, di Londra, romana, lucana. Una materia creata al fine di sostanziare quel rapporto fra territorio e persona. Che, però, dove i genitori della protagonista e insomma del personaggio chiave appunto del libro sono sempre incappati nelle pieghe delle città, dei vicoli e dei luoghi di confino, come fossero in fuga continua. A cominciare, va sottolineato, da una madre sorda e più che sessantottina. E, ancora, da quel padre salvato proprio sul ciglio del suicidio.

Il racconto segue, praticamente alla stregua quasi d’una biografia, le tracce delle generazioni dalle quali lei che scrive proviene. Ricordando, è vero, che la protagonista del romanzo deve trovarsi meglio negli Usa ma vivendoli più che da americana da italo/americana che però ragiona – vedi insomma dove è perfettamente resa l’importanza e la nocività della depressione e delle tossicodipendenze d’una parte degli statunitensi – e deve orientarsi in una crescita in Basilicata da americana più che oriunda di ritorno.

La lingua di Durastanti è commossa. Perché fredda e decisa. Buona a imporre ragionamenti e sconfinamenti nei termini della psicologia. Sostenendo il forte tratto. Quando l’individuo non è che una delle forme dell’antropologia moderna, per esempio. Mentre i rapporti fra persone, siano essi d’amore che di parentele, vengono posti sotto le lampade della prova di falsificazione. Ma è anche tanto di più.

La Straniera ci piace almeno quanto “Il padre degli animali” d’Andrea Di Consoli e “Mille anni che sto qui”, di Mariolina Venezia. E c’auguriamo vinca lo Strega.

NUNZIO FESTA

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455

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