La provincia materana in giallo che affascina. Mariolina Venezia fra i dodici finalisti del Premio “La Provincia in Giallo”.

“Rione Serra Venerdì. Imma Tataranni e le trappole del passato”, di Mariolina Venezia, Einaudi (Torino, 2018), pag. 277, euro 17.50.

Il romanzo di Mariolina Venezia, “Rione Serra Venerdì” è entrata a far parte delle dodici opere finaliste al premio “La Provincia il Giallo”, dove la giuria è composta da Mino Milani, Bianca Garavelli, Andrea Maggi, Giuliano Pasini, e Flavio Santi.

Estimatori e conoscitori della nostra autrice come siamo, approfittiamo dell’occasione per ricorda che si tratta dell’atteso ritorno d’Imma (all’anagrafe Immacolata) Tataranni; nonostante, sia detto, Tataranni svolga il ruolo non proprio, per certi versi, rassicurante, di Sostituto procuratore della Repubblica. A Matera, come ben sappiamo. Com’è noto, perché, va detto, trattasi dell’intanto indimenticabile e originale assai, personaggio creato dalla penna della sempre più nota Mariolina Venezia.
Il romanzo, terzo volume della serie inaugurata da “Come piante tra i sassi” e Maltempo”, ha il titolo tanto descrittivo quanto puntuale “Rione Serra Venerdì. Imma Tataranni e le trappole del passato”. Pubblicato come i precedenti per i tipi Einaudi. Come fu anche per il romanzo più lirico e poetico, “Mille anni che sto qui”, non a caso premiato col Campiello. E per “Da dove viene il vento”. Oltre che per i racconti contenuti in “Altri miracoli” (questi comunque già usciti da Theoria anni prima). Per Bompiani, invece, la nostra ha dato alle stampe “La volpe meccanica”.
In “Rione Serra Venerdi”, ed è la conferma della quale immaginavamo, lingua e trama sono incastro perfetto, tensione di narrativa, distensione di letteratura. Un brivido continuo mentre si voltano le pagine. Lo stile, intanto, è colorato dall’innesto, discreto e funzionale, di termini che strizzano gli occhi sia al parlato sia all’italiano di secondo livello praticato spesso nelle dimensioni materane e non solo, sia perfino proprio al dialetto. I dialoghi, ed ecco la maestria della scrittrice e sceneggiatrici, sono cadenzati al millesimo di secondo e pesati con il bilancino. Le descrizioni dei paesaggi si pongo con apparente semplicità, ma ognuna la ricorderemo. Per non entrare nella terra dei tic e delle vere e proprie patologie d’ogni marionetta messa in questo nuovo giallo. Vedi l’adesso maresciallo Calogiuri. O il marito d’Imma, Pietro. E la figlia sempre dell’investigatrice, Valentina.
Il volume è chiuso in due cartine: una di Matera, l’altra della Basilicata. Perché queste avventure d’Imma vivono nella città dei Sassi futura Capitale Europea della Cultura tra, appunto, quel Serra Venerdi diventato nel gergo “Rione Apache” in quanto da quartiere nato come scommessa di riscatto dopo lo sfollamento di Caveoso e Barisano diverrà col tempo margine destinato alla residenza d’ultimi e penultimi della società. Passando dalla storia dei vecchi rioni, ovviamente. Poi dalla Grotta dei Pipistrelli. Eccetera. Ma salgono pure nei paesini di montagna Abriola e Calvello. Fra altro passato, tipo vicende in qualche maniera brigantesche… Ma allo stesso tempo nel presente delle estrazioni del petrolio. Imma Tataranni, tra le altre cose, è costretta questa volta a investigare della morte d’una sua compagnia di classe dei tempi liceali. Fra tanti battiti di cuori e la tenerezza che per forza fanno bambini e bambini d’ogni classe sociale. Ma evidentemente lasciamo il mistero ai misteri.
Senza dimenticare in autunno su Rai Uno si potrà seguire la fiction “Le avventure di Imma”, nate appunto dai gialli di Venezia con la pm Tataranni. Il regista Francesco Amato ha cominciato a girare sui set della costa jonica lucana a settembre e terminerà a Roma. Per arrivare alla realizzazione di sei episodi, della durata di 100 minuti ciascuno. L’attrice Vanessa Scalera interpreta la pm. L’altro protagonista è Massimiliano Gallo. Nel casta il materano Nando Irene. E la talentuosa Ester Pantano. La serie televisiva è prodotta da Rai fiction, il casting è stato curato da Blu Video di Geo Coretti.
NUNZIO FESTA

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455

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