LA COMPAGNIA TEATRALE AVIS POMARICO GIOCA IN CASA CON LA COMMEDIA “MATRIMONIO ALLA POMARICANA”

Con un bagaglio esperienziale di quattordici anni, la compagnia teatrale “AVIS Pomarico” è andata in scena ieri – 5 agosto – aprendo il sipario, presso il piazzale delle scuole elementari,  con  “Matrimonio alla Pomaricana”. Una commedia in tre atti liberamente tratta dall’opera letteraria del Pomaricano Vincenzo Ferrara con la regia di Domenico Laterza e di Renata Tolve. Una Storia d’altri tempi ma piuttosto comune in tutte le famiglie del mezzogiorno: il Matrimonio Combinato.

Si trattava di un matrimonio organizzato nei minimi dettagli a tavolino dalle famiglie dei due sposi, partendo proprio dalla scelta degli sposi, senza che questi ultimi avessero la possibilità né di conoscersi anzi tempo, né di frequentarsi nel corso del fidanzamento. Era un vero e proprio contratto tra famiglie il cui oggetto era la cosiddetta “dote” – un insieme di beni mobili ed immobili che le famiglie si donavano vicendevolmente – ed i motivi per cui i venivano combinati erano diversi e variavano a seconda del ceto sociale a cui si apparteneva. Infatti, nelle caste di alto rango i matrimoni erano spesso combinati per preservare e rafforzare il proprio patrimonio o per accrescere la propria influenza politica. Nelle caste di basso rango, invece, spesso accadeva – come nella situazione portata in scena dalla compagnia teatrale pomaricana –  che il matrimonio nasceva dall’esigenza di “accasare” i proprio figli, liberandosene della presenza in casa.

Ebbene, la situazione raccontata sul palcoscenico dagli attori locali è esattamente quella di due famiglie contadine degli anni ’40 – Frischietto e Trombetta – con la medesima esigenza di far sposare i rispettivi figli Toniuccio, ormai diventato adulto , e Bettina – una ragazza un po’ svampita e non molto avvenente che rischia, con l’avanzare dell’età ed a causa del suo essere interiore ed esteriore, di rimanere Zitella.

Una storia di comari, compari di “San Giovanni” e superstizioni, che si evolve attraverso una serie di personaggi chiave, come ad esempio “Donna Iole” – interpretata da Caterina Tristano – che da manforte una mamma – Cumma Caterina, interpretata da Maria Falotico – disperata per avere il figlio Antoniuccio Frischietto – interpretato da Michele Epifania – ancora scapolo, notiziandola della presenza nel quartiere di residenza, di una ragazza ancora non impegnata, Bettina Trombetta – interpretata da Lorena Epifania.

E come accadeva a quei tempi, altro personaggio chiave di una vicenda di questo tipo, è sicuramente la comare Cumma Rusarij, interpretata da Maria Uricchio – che veniva inviata alla famiglia della ragazza a portare l’ambasciata con la richiesta di “Mano” della ragazza. Ed è ovvio che nella situazione messa in scena, la richiesta trova sin da subito l’accordo della madre di Bettina – Cumma Mariett, interpretata da Marina Vinsi – che consapevole di quel modo di essere della ragazza, incapace tra l’altro di essere una “donna di casa” – in base ai clichet dell’epoca -in quanto incapace di cucinare, ricamare e fare i “servizi in casa”.

Ovviamente non ci si poteva aspettare l’immediato consenso di Antoniuccio il quale, conoscendo Bettina, non proprio avvenente e parecchio svampita- in altri termini “brutta come il debito” tanto per citare il copione -, deve accettare il matrimonio impostogli dal padre – Cumba Vincenz Frischietto, intepretato da Vincenzo Ferrara – su proposta della moglie Caterina, convinto di ricevere in dono una cospicua dote.

L’atto di matrimonio viene poi stipulato dal notabile Don Castuccio – interpretato da Giuseppe Fedele – che durante la stesura del documento deve fare i conti con l’ignoranza delle due famiglie contatine; alla presenza del parroco del paese Don Gaetano – interpretato da Donato Cirella -, personaggio che richiama un noto parroco pomaricano dei tempi addietro per la passione per la buona gastronomia, nonchè alla presenza dei testimoni Cumma Rusarj e Cumma Teres – interpetata da Immacolata Lombardi.

Ma un’improvviso malore coglie Cumba Ming Trombetta – padre di Bettina, interpretato da Domenico Laterza – ed è in questo momento entra in gioco la superstizione popolare. Dopo aver interpellato il medico del paese – interpretato da Antonio Epifania -, che da per spacciato il mal capitato, viene convocata a casa Trombetta la “Mashara” Peppinella, ovvero una sorta di sensitiva a detta della quale sulla casa vi era il malocchio dell’invidia per il matrimonio e la cospicua dote donata per l’occasione, che si adopera per la costruzione di amuleti protettivi per la famiglia, grazie ai quali Cumba Ming si risveglia magicamente dopo il matrimonio, asserendo di aver fatto sogni miracolosi.

Altri attori ed interpreti: Antonio Zancarini nel ruolo di zio Tonino, lo zio che vive a Matera e che è diventato pertanto un cittadino abbandonando la sua condizione di paesano, e Domenico Epifania nel ruolo di Pasqualino Trombetta fratello minore di Bettina.

Feedback molto positivi per la compagnia teatrale locale che da ormai quattordici anni riesce a riempire le piazze pomaricane, grazie alla passione e alla dedizione profusa in questo progetto.

Alla buona riuscita dell’evento ha contribuito il service pomaricano Double D Service, grazie al quale il piazzale delle scuole elementari si è intriso dell’atmosfera teatrale.

Possimo appuntamento di questa XXXIX edizione dell’Agosto Pomaricano: questa sera presso il Palazzo Marchesale ore 21.00 – Boogie Man “Pino Daniele Tribute Band.

Giuseppe Innocenzo Liccese