IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

Nella scorsa pubblicazione, ci siamo soffermati principalmente su alcuni termini tecnici, nello specifico sulla parola “RISCHIO” e più in generale sulla “VALUTAZIONE DEL RISCHIO”.

Questa volta, ed anche nelle prossime pubblicazioni, ci dedicheremo ai “TIPI DI RISCHIO”, soprattutto quelli naturali.

Come già anticipato, esistono varie tipologie di “Rischio”: sismico, vulcanico, idrogeologico, ambientale, nucleare/radioattivo, industriale, sanitario ecc…

La prima tipologia che andremo a scoprire è il RISCHIO IDROGEOLOGICO che, come noto, ha recentemente interessato il territorio lucano ed in particolare il Comune di Pomarico.

Per Rischio Idrogeologico intendiamo la probabilità che in una determinata zona si verifichino eventi anomali come ad esempio frane e/o alluvioni.

Il rischio idrogeologico è quindi direttamente connesso con le caratteristiche morfologiche e idrologiche di una zona precisa, che può presentare livelli differenti di pericolosità. 

Nell’ambito del Rischio Idrogeologico rientrano gli effetti sul territorio determinati da “condizioni meteorologiche avverse” e dall’azione delle acque, superficiali o sotterranee.

In Italia, negli ultimi anni si è parlato spesso di questo argomento perché la nostra penisola è stata più volte messa in ginocchio dalla forza dell’acqua. 

Il problema dell’Italia è che risultano a rischio idrogeologico moltissimi comuni abitati: questo significa che esistono dei pericoli per l’incolumità delle persone e delle strutture.

In via generale non possiamo fare molto, in quanto questa tipologia di rischio è legata alla morfologia del territorio, ma possiamo fare tanto con la “Prevenzione” al fine di limitare i danni.

Perché è importante prevenire? Perché il Rischio Idrogeologico è fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo. L’aumento della densità della popolazione, l’urbanizzazione, l’abusivismo edilizio, il disboscamento ecc… hanno aggravato il dissesto e messo ancora più in evidenza la fragilità del nostro territorio, aumentando l’esposizione e quindi il rischio.

Circa il 90% dei Comuni italiani si trova in zone a rischio idrogeologico e ben 9 Regioni (tra cui figura anche la Basilicata) presentano un rischio particolarmente elevato in tutti i Comuni.

L’ultimo rapporto sul dissesto idrogeologico è del 2018 ed è stato pubblicato dall’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale.

Mappa della Popolazione Residente a Rischio
Mappa della Pericolosità

Le calamità che hanno colpito il nostro territorio ci hanno insegnato che per proteggere in modo efficiente la vita dei cittadini e l’integrità delle infrastrutture occorre “prevedere” gli eventi che potrebbero manifestarsi in una determinata area; ovvero individuando quali potrebbero essere i danni, ed organizzando le attività da porre in essere prima, durante e dopo un’emergenza.

È per questo che negli ultimi anni le attività di previsione e prevenzione hanno acquisito maggiore rilievo rispetto al passato.

Le attività di previsione ci consentono di comprendere quali sono i fenomeni attesi, soprattutto per quanto concerne gli eventi meteorologici. 

Per fare ciò vengono utilizzati in maniera coordinata strumenti e tecniche altamente sofisticate: la meteorologia applicata, le immagini satellitari, i radar meteorologici ecc…

Gli strumenti previsionali e le reti di monitoraggio consentono di mettere in atto un sistema di allertamento e sorveglianza in grado di attivare per tempo la macchina della Protezione Civile. 

L’attivazione del Sistema Protezione Civile avviene nel caso di eventi previsti o in atto, la cui intensità stimata o misurata superi delle soglie di criticità prefissate. 

Il superamento di tali soglie porterà alla realizzazione delle attività previste dai piani di emergenza e in particolare di quelle per la tutela dell’incolumità delle persone.

Sul territorio italiano è attivo un sistema di centri per la raccolta, il monitoraggio e la condivisione dei dati meteorologici, idrogeologici e idraulici. 

La rete di questi centri costituisce il Sistema Nazionale di Allertamento

La gestione del Sistema di Allerta Nazionale è assicurata dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Regioni attraverso la rete dei Centri Funzionali, delle Strutture Regionali e dei Centri di Competenza. 

Ogni Regione stabilisce le procedure e le modalità di allertamento del proprio Sistema di Protezione Civile ai diversi livelli (regionale, provinciale e comunale).

L’attività di Prevenzione è quindi volta ad adottare provvedimenti finalizzati all’eliminazione o attenuazione degli effetti previsti.

Gli interventi di tipo preventivo possono essere strutturali o non strutturali. Ad esempio gli interventi strutturali sono gli argini, il consolidamento dei versanti, ecc… Gli interventi non strutturali consistono nelle azioni finalizzate alla riduzione del danno attraverso l’introduzione di vincoli paesaggistici che impediscano o limitino l’espansione urbanistica in aree a rischio, la pianificazione di emergenza, la realizzazione di sistemi di allertamento e di reti di monitoraggio.

La conoscenza del territorio e delle soglie di pericolo per i vari rischi sono alla base della prevenzione. Tale attività è necessaria per definire gli Stati di Attivazione (attenzione, preallarme e allarme), per i rischi prevedibili, a cui corrispondono determinate procedure nella pianificazione di emergenza.

È compito delle componenti di Protezione Civile, ai vari livelli, individuare gli interventi utili a ridurre la probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno a limitare il possibile danno. 

Tra queste azioni è fondamentale l’informazione alla popolazione e l’indicazione dei comportamenti da adottare in relazione ai rischi di un determinato territorio. 

È competenza del Sindaco – quale prima autorità di protezione civile – informare la popolazione sulle situazioni di pericolo per calamità naturali.

Il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile emana linee guida per la preparazione dei programmi di previsione e prevenzione, sono poi gli enti locali, in particolare le Province e i Comuni, a metterli in pratica con attività di previsione e interventi di prevenzione.

L’aspetto principale della prevenzione è sensibilizzare la popolazione sui rischi del territorio, su cosa fare in caso di pericolo, e su come agevolare i soccorsi durante una calamità.

Come avremo modo di vedere nelle prossime pubblicazioni, e per la maggior parte delle tipologie di rischio, quando si parla di emergenza è importante PREVENIRE!!!

Il cittadino consapevole è un cittadino informato.

Il Dipartimento della Protezione Civile dal 2014 ha inserito nella Campagna Nazionale di Informazione della Popolazione, denominata “IO NON RISCHIO”, anche il Rischio Idrogeologico riferito in particolare agli ALLUVIONI.

Al seguente link ufficiale possiamo trovare ulteriori approfondimenti:

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE NAZIONALE “IO NON RISCHIO”
ALLUVIONE: SEI PREPARATO?