Il poeta Tramutoli sbeffeggia la banalità del successo.

Giancarlo-Tramutoli

‘Sta volta è una plaquette pubblicata dalla “più piccola casa editrice del mondo”, la simpatica e vezzeggiante “Fuoco fuochino” a ricordarci che la Basilicata esprime al momento il maggior poeta giocoso, però alla Lolini e Riviello per intenderci, il bancario incorreggibile e spesso sardonico Giancarlo Tramutoli; questa preziosa pubblicazione, tanto più perché pubblicata addirittura in, solamente, dieci esemplari numerati, del poeta e pittore potentino Tramuoli, se ce ne fosse bisogno,è un altro esempio della sua bravura.

“Che disgrazia piacere a tutti” è una raccolta di testimonianza, nel senso che sintetizza attraverso poche illuminazioni le caratteristiche letterarie dell’autore. I versi illuminanti, come al solito, perfino quanto non c’entusiasmano, ed accade di rado, ci fanno pensare oppur comunque c’interrogano.

Le lacune lucane / ci sono, ci sono, / ma sono colmate / non solo dai Sassi / ma dai tanti talenti. / alcuni son veloci. / Altri più lenti”. Leggere Giancarlo Tramutoli, quotidianamente o quasi su fb, oppure prima coi suoi calembour sul Corriere, scrivevamo già, e alcuni anni fa anche sullo stesso Quotidiano, trovare i suoi versi spiazzanti sulle varie edizioni dell’agenda Comix, scrivevamo già, e poi nell’ultima pubblicazione da Calebasse, giustamente titolata “Drink”: “Si dice / che bere in compagnia / aumenti l’allegria. / Certo, è importante, / la compagnia. / Io, per non sbagliare, / preferisco bere da solo / anche per loro.”, è semplicemente un piacere.

Poeta e pittore, scrittore e artista da quadri pregni d’immagini poetiche, il potentino Tramutoli anche con questa raccolta insegnava che l’ironia non è detto che debba far la guerra alla poesia. Cosa, tra l’altro, che gli stessi e diversi riferimenti letterari del nostro c’hanno ripetuto.

Gli scherzi a favore d’autori musoni e soggetti del genere: Camillo Langone? Tra rispetto e ironia. Ma ricordando, ovviamente coi versi, pure che abitiamo un pezzettino di Sud che in tanti casi fa depressione strisciante. E quindi sdrammatizzare, ovvero ‘esorcizzare’ sempre è necessario, una specie d’auto-tutela. L’ultimo libro di narrativa di Tramutoli, non a caso, porta il titolo “L’uomo che conta” (Manni, Lecce, 2007). Ed era arrivato a distanza d’alcuni anni da “La vasca da bagno” (Fernandel, Ravenna, 2001). Poi le raccolte poetiche. Sino a questo immenso dono.

NUNZIO FESTA

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455