IL FASCINO DEL PRODIGIO TUTTO POMARICANO DEL SANTO ASSISIATE: PRO-LOCO “E.MATTEI” E PARROCCHIA S. MICHELE ARCANGELO DI POMARICO RICORDANO IL MIRACOLO

“In Ricordo del Miracolo a Pomarico”: è questo il titolo attribuito dalla Pro-Loco “E.Mattei” e la Parrocchia San Michele Arcangelo di Pomarico alla manifestazione organizzata in memoria del miracolo avvenuto nella comunità ad opera del Santo patrono d’Italia.

La celebrazione eucaristica, il corteo processionale per le vie del paese, il concerto di musica sacra ad opera dell’Accademia Musicale Gravinese presso la Chiesa della Madonna dell’Addolorata, la piantumazione degli alberi nel giardino del castello e a conclusione l’accensione della Lampada nella casa ove avvenne il miracolo ad opera di S. Francesco.

Il fascino del prodigio tutto pomaricano del Santo assisiate

Come non lasciarsi affascinare dalla notizia del miracolo del Poverello di Assisi avvenuto proprio qui, nella nostra amata terra pomaricana. Una terra da sempre provata che cerca conforto fra le parole e le opere di misericordia dei suoi amati Santi protettori, San Michele Arcangelo Patrono di Pomarico e San Francesco d’Assisi Patrono dell’Italia intera. Sarà di certo interessante conoscere come il frate assisiate si leghi inevitabilmente alla storia della nostra comunità, attraverso un prodigioso evento che rimarrà nella memoria in eterno. 

Una giovane madre riebbe viva sua figlia, morta in tenera età, grazie alle ardenti suppliche rivolte a San Francesco, il quale, le apparve in sogno rassicurandola che ben presto, avrebbe rivisto desta la dolce figliola. Questo il miracolo citato in una delle più importanti opere redatte dal primo biografo di San Francesco, Tommaso da Celano (1190-1260); Tractatus Miraculorum, invece, l’opera letteraria dell’autore compiuta grazie all’insistenza del Ministro generale frate Giovanni Buralli da Parma e presentata nel 1253 al Capitolo generale di Metz. Tale capolavoro ha contribuito a diffondere la figura e le storie di Francesco  e dei suoi seguaci, non solo come interprete principale dal punto di vista letterario, storico e religioso, ma anche da quello artistico, essendo ispiratore delle Storie della Vita di Francesco d’Assisi affrescate, dipinte, incise e scolpite dal 1228 ai giorni nostri.

Il miracolo di Pomarico è riportato graficamente nella Chiesa di San Francesco a Pietrapertosa. Un affresco realizzato nella prima metà del Cinquecento da Ioannis Luce de Ebulo, visibile ancora oggi nelle pareti del presbiterio, tra le storie della vita del Santo assieme a raffigurazioni e narrazioni tratte dal Nuovo Testamento. Nella scena, Francesco leggermente chinato, è raffigurato nell’atto di benedire la donna e la figlia ormai resuscitata. In basso in una didascalia si legge:  On. S.F. Resvscitao vna figlola ad Pomarico. In un clima di calda adesione ai modi del Gotico Internazionale, Ioannis irrompe con un linguaggio figurativo basato sulla semplicità lineare e sulla costruzione plastica e volumetrica della forma, quasi a ricordo, duecento anni dopo, delle opere di Giotto nella Basilica di Assisi.

A Pomarico è fruibile la cosiddetta Casa del miracolo, in pieno centro storico, probabilmente la vera abitazione della famiglia che ricevette tale prodigio avvalorata dalla presenza di una “pietra” incastonata tra le pareti esterne. Essa, raffigurante il simbolo francescano, potrebbe avere radici antiche e presumibilmente potrebbe essere stata collocata nel luogo attuale durante il Seicento, quando quel particolare stemma araldico dell’Ordine, fu uno dei motivi iconografici più ricorrenti negli edifici francescani, attribuito a San Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274), ministro generale dal 1257 al 1274, canonizzato nel 1482. Il simbolo, molto evidente, è caratterizzato da due braccia (quella di Cristo e di San Francesco) incrociate e stigmatizzate poste davanti ad una croce latina, ma la forma primitiva di tale emblema vedeva inchiodate solamente le mani, rappresentazione di un episodio legato alla vita di San Bonaventura e alla sua elevazione alla porpora cardinalizia (1273).

La consapevolezza che anche qui, a Pomarico, in una terra misconosciuta, fosse giunta la misericordia ristoratrice del frate assisiate, è per noi fonte di grande ispirazione, per conoscere meglio la nostra storia e ciò che ci lega a quella delle comunità italiane come Nardi o Gubbio, piuttosto che Capua, Venosa e Potenza, che hanno conosciuto eventi prodigiosi simili al nostro.

Milena Ferrandina

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