IL 21 LUGLIO TORNA A POMARICO “LA CANZONE DI ZEZA” A CURA DI PRO-LOCO “E.MATTEI” DI POMARICO

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La Corte del Palazzo Marchesale di Pomarico accoglierà il ritorno della “Canzone di Zeza” Edizione 2019, manifestazione organizzata dalla Pro Loco “E. Mattei” di Pomarico per il giorno di Domenica 21 Luglio alle ore 20.00.

La manifestazione di carattere carnevalesca è stata posticipata all’estate per causa di forza maggiore – la frana del gennaio scorso.

La Canzone di Zeza trova le sue origini nella tradizione carnevalesca partenopea dove si rappresentava nei cortili dei palazzi, nelle strade, nelle osterie, nelle piazze, senza palco, alla luce di torce a vento, ad opera di popolani, attori occasionali o compagnie di quartiere, che si facevano annunciare a suon di tamburo e di fischietto e tromboni. Nella seconda metà dell’Ottocento, tuttavia, assunse i caratteri di uno spettacolo teatrale gestito da compagnie d’infimo ordine in baracconi improvvisati e fu accolta, esclusivamente nel periodo di Carnevale, nei teatri frequentati soprattutto dalla plebe, dove il pubblico notoriamente interloquiva con gli attori nel corso della rappresentazione “con sfrenatezze di gergo e di gesti” – motivi ultimi per i quali fu vietata.

La Zeza rappresenta la storia delle nozze studente calabrese, e di Tolla (o Vicenzella), contrastate dal padre della donna, Pulcinella, che teme di essere disonorato ed inconsapevolmente geloso, sostenute da sua moglie, Zeza, che di ben altro avviso e vuole far divertire la figlia “Co mmilorde, signure o co l’abbate”. Pulcinella sorprende gli innamorati e reagisce violentemente, ma punito e piegato da Don Nicola, alla fine si rassegna. Era il teatro del Carnevale che, in tal modo metteva a nudo, in una sorta di confessione pubblica, le vergogne della vita coniugale, aggiungendovi il gusto dell’aggressione sadica e dell’esibizione oscena, e, mentre le esorcizzava con l’immancabile lieto fine, invitava a prenderne realisticamente atto e integrare nel sistema culturale il disordine e l’irrazionale. Secondo la tradizione pomaricana a chiusura delle festività carnevalesche, il martedì grasso, si celebrava la morte di Carnevale (Carnevalone) attraverso il rogo del fantoccio simbolo della festività stessa. Nello stesso momento sua moglie Quaremm’ (Quaresima) dava alla luce il futuro carnevale chiamato Carnevalicchi’. Completava l’evento la Pentolaccia, momento gastronomico capace di riunire l’intera popolazione al suon di canti popolari e balli tradizionali.

(FONTE http://www.prolocopomarico.com/)

(G.i.L)