GIA’ L’ASSEGNO DI PECORARO SCANIO ERA SCOPERTO, MA GUALTIERI HA NASCOSTO PROPRIO IL BLOCCHETTO

Addirittura il presidente d’allora, perché l’anno 2008 ancora, l’eterno Carmine Nigro fu fra i politici dell’ultimissma Repubblica a bacchettare lo Stato che tramite i suoi rappresentanti istituzionali dimenticava gli investimenti da destinare alle infrastrutture per Matera materano e territorio lucano tutto. “Mi chiedo – si lagnava Nikro (come scrivevano certi elettori democristiani quando Nigro si faceva eleggere ovunque con lo scudo crociato poi frammentato – che fine hanno fatto gli impegni a più riprese sottoscritti dall’ex ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro e dal suo collega all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Il primo ha assicurato che la Ferrandina-Matera sarebbe rientrata tra gli interventi prioritari di Rfi (Rete ferrovie italiane). Ricordo invece che Pecoraro Scanio è andato ben oltre sottoscrivendo un assegno virtuale da 8o milioni di euro per il completamento dell’opera”.

L’assegno di Pecoraro Scanio è virtualmente scaduto. Anzi era in bianco. Epperò nessun problema, seppur da quel periodo in avanti l’ologramma Alfonso Pecoraro Scanio s’è allontanato ancor di più dalla realtà, ha dovuto sopportare l’ex ministro. Come ancor meno, di certo, dovrà perfino temere di sopportare il ministro all’Economia in carica, Roberto Gualtieri, che impegni per il Sud intero manco li ha promessi con esattezza; insomma ha tenuto nel taschino tutto il blocchetto, degli assegni.    

n.f.