Frana di Pomarico. Verso il contributo per i colpiti dal dramma.

img-20190318-wa00135099568567086874896.jpgPOMARICO – Pronti i moduli per il contributo di “autonoma sistemazione” per i colpiti dalla frana di corso Vittorio Emanuele. Mentre la passerella elettorale fa la sua porca figura, come al solito. E in attesa dell’incontro pubblico programmato per questa sera in sala consigliare su interessamento del Comitato Difesa e Valorizzazione del Centro storico di Pomarico, è stato pubblicato dal Comune di Pomarico l’avviso pubblico tramite il quale si comunica che “presso l’uffici di Polizia municipale del Comune, sono disponibili i modelli per la richiesta del contributo di autonoma sistemazione, per i cittadini che sono stati interessati dal movimento franoso del 29 gennaio 2019”. Le categorie alle quali è rivolto il sostegno finanziario, grazie al primo contributo statale di circa 700mila euro, sono: abitazione oggetto di provvedimento rivolto al singolo nucleo famigliare; abitazione distrutta in tutto o in parte; abitazione per cui è stato unicamente richiesto sopralluogo speditivo ai fini dell’agibilità; abitazione ubicata in un’area del territorio comunale il cui accesso è stato vietato con provvedimento della competente autorità. L’azione rappresenta il primo passo concreto con il quale si permette ai nuclei famigliari, singoli e attività colpiti dal dramma del 25 e 29 gennaio in corso Vittorio Emanuele, rampa San Rocco e zone limitrofe, d’uno dei punti più importanti del centro storico pomaricano, d’ottenere almeno la tranquillità, per esempio, che i fitti e altre spese varie che si sopporteranno per garantirsi la vivibilità in una casa diversa dalla propria saranno almeno assicurati dal pubblico.

Nel frattempo, continua il monitoraggio dell’intera area a opera dell’Università di Firenze, con il gruppo del prof. Nicola Casagli, grazie a un radar d’ultima generazione. In virtù del lavoro di questo strumento, fra qualche mese saranno resi noti i primi dati raccolti. E, soprattutto, si comincerà a capire come sarà meglio innanzitutto mettere in sicurezza la zona. Prima d’immaginare la nuova vita della stessa. Senza dimenticare la necessità, fra i primi interessi della cittadinanza pomaricana, dell’accertamento d’eventuali responsabilità del dramma. Ché se il dissesto idrogeologico di Pomarico è una certezza acclarata dalla storia e dagli studi, sulle famose con-cause ancora vige un silenzio tombale. Quasi una sorta d’indifferenza spuntata nello svolgimento delle pratiche finalizzate alla necessità della sopravvivenza. D’ogni tipo. Ma le strutture nelle quali indagare, c’erano e certamente ci sono.

NUNZIO FESTA

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455