FAI D’AUTUNNO – ALLA RISCOPERTA DELLE VIE DEL CASTELLO DI POMARICO CON I RAGAZZI DELLE SCUOLE MEDIE

Ritorna l’atteso appuntamento con le Giornate FAI d’Autunno, arrivate all’ottava edizione e quest’anno dedicate all’Infinito di Giacomo Leopardi, per ricordare i 200 anni dalla stesura della prima lirica. Oltre alla possibilità di fruire del Giardino sul Colle dell’Infinito e di altri luoghi legati al giovane poeta di Recanati, il FAI, Fondo Ambiente Italiano, permette di ri-scoprire l’arte, la cultura e la storia dell’intera Italia. Dimore storiche, giardini, musei e collezioni d’arte e altri tesori aperti nelle nostre città e nei piccoli borghi di provincia per rimarcare efficacemente  il “senso di appartenenza” al proprio territorio.

In Basilicata sono state  69  le aperture straordinarie, di cui 43 solo per la Delegazione di Matera, che hanno proposto il racconto dei luoghi e dei loro protagonisti. Grazie all’inesauribile e preziosa collaborazione con le Istituzioni scolastiche presenti sul territorio, è stato possibile offrire al visitatore l’opportunità di conoscere il ricco e variegato patrimonio storico-artistico della regione con visite in siti storici accompagnati eccezionalmente da piccole guide appassionate: studenti in qualità di Apprendisti Ciceroni, che hanno condotto il visitatore in uno speciale viaggio tra storia e risveglio di coscienze, per diffondere la consapevolezza del valore culturale, sociale e artistico dei propri beni, affinché venga veicolato l’atteggiamento di rispetto e tutela dei luoghi e degli spazi comuni.

Così anche Pomarico, dall’alto del suo Borgo medievale, ha potuto narrare le gesta dei suoi abitanti e raccontare i particolari processi edilizi che hanno caratterizzato proprio quell’area primigenia. Un affascinante abitato in cui molteplicità di forme e funzioni furono in tempi remoti, creatori di un’atmosfera suggestiva e se ben valorizzato potrà godere ancora della sua originaria capacità di attrazione per cittadini ed ospiti. I nostri ciceroni in un grande lavoro di ricostruzione storica, hanno descritto dettagliatamente gli spazi pubblici della comunità e gli edifici sacri che accoglievano in un caldo abbraccio la popolazione. Dai più annosi come la Chiesa dell’ SS. Addolorata, dedicata in passato a Santa Margherita o Santa Marina di Antiochia di culto orientale, passando per la seicentesca Chiesa Monte dei Morti, dall’architettura semplice e lineare in contrasto con il ruolo di primaria importanza rivestito, nell’epoca di fondazione, in quanto sede di una importante istituzione pia e filantropica. Dopo la visita ai ruderi del Castello e la descrizione, basata su fonti documentarie, della Vecchia Chiesa Madre dedicata a San Michele Arcangelo, oggi non più esistente, i turisti sono stati riaccompagnati nel punto di partenza, ossia in Piazza Santa Margherita. Qui, un moderno Teatro, che ricorda nella struttura quello greco con orchestra, cavea e scenae frons, sede di eventi culturali di spicco, si sostituisce ad un vecchio edifico che il terremoto del 1980 disfece e che diventa oggi, elemento di congiunzione tra la Chiesa della SS. Addolorata e la Torre Civica dell’Orologio.

Grande plauso per i volontari FAI di Pomarico e, in particolar modo, ai ragazzi della scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo di Miglionico, plesso di Pomarico, per il loro efficace lavoro di ricostruzione storica e antropologica delle nostre radici, perché grazie a loro è stato rimarcato il concetto di conoscenza; conoscenza del valore culturale ed artistico di siti e monumenti del paese, che diventa il presupposto fondamentale per progettare future azioni di comunicazione turistica ben definite.

Se l’Infinito di Giacomo Leopardi diventa motivo ispiratore delle giornate FAI, anche per tutti noi pomaricani, gli elementi naturali e antropici del nostro territorio dovranno permetterci di riflettere su spazio e tempo, su passato e presente e sul loro infinito dilatarsi dinanzi a noi che ci sentiremo sempre piccoli difronte alla loro grandezza.

Milena Ferrandina – Storico dell’Arte