D’amore e di lotta

“D’amore e di lotta”, poesie scelte, d’Audre Lorde, con testo a fronte, a cura di Wit (Women in Translation), introduzione di Loredana Magazzeni, postfazione di Rita Monticelli, Le Lettere (Firenze, 2018), pag. 193, euro 16.00.

“Ecco come arrivai a essere amata / amando me stessa senza amore”.

“Il potere della Donna / è / potere Nero / è potere Umano”.

“Il segreto delle mie sorelle ti ruba la lingua”.

Queste parole selezionate, estratte, erano alcuni dei termini in forma di bellezza poetica stipati nel volume dei versi della poetessa (ma magari lei o altre avrebbero scritto ‘poeta’) statunitense Audre Lorde; sostanzialmente il contrario perfetto del regalo che IL POPOLO AMERICANO avrebbe e ha inviato in forma di gas napalm alle popolazioni sottoposte alla guerra di conquista degli States invasori.

Audre Lorde, che adesso conosco meglio grazie al dono privato d’una mia cara amica, grazie ai consigli di lettura d’un’altra cara amica, al dono pubblico del lavoro del collettivo di traduttrici Wit (del quale non conosco che la mia compaesana Grazia Dicanio – che stimo sempre di più, a questo punto! – e Magazzeni e Monticelli di nome, di fama), grazie al contributo delle università di Bologna e di Trento, all’intelligenza culturale delle Lettere, ha sempre fatto versi impegnati.

Con “D’amore e di lotta”, infatti, rivediamo quel privato immerso nel pubblico e, di conseguenza, il pubblico sciolto nel privato. Nata ad Harlem, New York, figlia d’immigrati, la sua voce sarebbe oggi una presenza fondamentale in tempi bui d’arretramento, diremmo con mezzi politici; in una storia con la ‘s’ fin troppo minuscolo. In un mondo che sa d’involuzione esaltata persino. Epperò abbeveriamoci, per favore!, delle liriche di Lorde. Con le quali la poetessa battagliera, la battagliera poetessa vive e ci fa vivere, facendoci giustamente perdere, un mondo che la sua poesia vorrebbe migliorato per le minoranze: glbt, neri… Ché le minoranze sono il cuore della poesia civile di tutti i tempi.
NUNZIO FESTA

Nunzio Festa

Nunzio Festa è nato a Matera e vive a Pomarico. Collaboratore giornalistico del Quotidiano del Sud e altri spazi cartacei e telematici, poeta, narratore e consulente editoriale, ha collaborato con Liberazione, Il Resto, L'Altra voce, Mondo Basilicata, Appennino; editore e direttore di collane editoriali, editor. Per I Quaderni del Bardo ha pubblicato anche “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre a diversi e-book su Scotellaro, Infantino sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi. Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa). Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.b! nunzio8@msn.com 3398535455

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