PARLA IL PRIMO CITTADINO MANCINI – L’INTERVISTA A “CAFFÈ DI TRAVERSO” A CURA MARIOLINA NOTARGIACOMO

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Risale al 12 febbraio scorso l’intervista rilasciata dal sindaco Francesco MANCINI negli studi di “La Nuova TV”. L’intervista a cura della giornalista Mariolina Notargiacomo nel suo programma di approfondimento “caffè di traverso” in una puntata dedicata al dissesto idrogeologico in Basilicata.

Diversi gli argomenti trattati.

Il punto della situazione

Nr. 65 immobili interessati dagli sgomberi. Già dal 25 gennaio, sin dalle prime avvisaglie sono stati sgomberati 25 immobili di cui 18 ne sono crollati con la frana. attualmente sono 26 le famiglie fuori casa, per un totale di 56 persone che non hanno un tetto sulla testa. Per fortuna – aggiunge il sindaco – la solidarietà dei cittadini è stata enorme tra case potenziali e B&B che hanno messo a disposizione le camere e parenti vari, tutti sono stati sistemati, pur non essendo una sistemazione definitiva.

Il Vescovo Mons. Caiazzo, presente a Pomarico al momento del crollo, aveva messo a disposizione delle strutture della Caritas. Qualche cittadino si è recato a Matera, tuttavia afferma il sindaco “vorrei che rimanessero a Pomarico anche per dare un segnale di non abbandonare la battaglia“.

Diverse sono state le iniziative di solidarietà intraprese dai comuni limitrofi, anche mettendo a disposizione delle risorse economiche, che, come afferma il sindaco nel rispondere alla domanda della giornalista, sono confluiti in un conto corrente bancario appositamente aperto ed intitolato “frana corso vittorio emanuele 2019” dedicato agli sfollati di pomarico. Molta gente – aggiunge il sindaco – anche non originaria di Pomarico, e persino Statunitensi, hanno fatto la propria donazione bonificando il denaro su quel conto corrente. I comuni limitrofi non si sono limitati all’aiuto economico, ma sono stati anche disponibili nel mettere a disposizione personale e mezzi di cui in quel momento si necessitava.

Oltre alla solidarietà delle amministrazioni locali limitrofe e del Vescovo della Diocesi Matera Irsina Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, fa notare la giornalista, l’amministrazione comunale di Pomarico, per la criticità della situazione, è riuscita ad attenzionare il Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli, con il quale il sindaco Mancini mantiene un diretto contatto e verso il quale nutre una stima non indifferente per serietà, competenza e professionalità del personaggio. Mostratosi sin da subito disponibile, il Capo Dipartimento, già nel corso della sua visita sul luogo della frana, aveva sin da subito rassicurato la comunità pomaricana che si sarebbe giunti, nel giro di qualche giorno, a dichiarare lo “Stato di Emergenza”, cosa che è avvenuta nell’arco di una settimana. Lo Stato di Emergenza – continua il sindaco – è il massimo che si poteva ottenere, in quanto oltre a sbloccare i finanziamenti, è possibile ottenere un aiuto tecnico per capire i primi interventi e preservare gli immobili a ridosso della frana, oltre che a fornire un supporto migliore alla popolazione sgomberata.

Sulla faccenda la pronuncia dell’Ordine dei Geologi di Basilicata, secondo cui sono mancati interventi di prevenzione necessari in tutta la Regione. Il sindaco Manicini, tuttavia, ringraziando il geologi, fa notare che la zona franata (Corso Vittorio Emanuele) era già attenzionata da qualche tempo. Infatti, già nel 2017 era stato presentato un progetto pari ad € 1,5 milioni, su quel punto, perchè notoriamente un versante debole del Paese (come altri) tuttavia, come pericolosità risultava R2 (pericolosità media) in quanto negli anni ’80 e nel 2004 vennero realizzate delle palificate che hanno ridotto il grado di pericolosità. Poichè – incalza il sindaco – è difficile ottenere un certo tipo di finanziamento se il grado di pericolosità non è R4, il progetto venne candidato al Ministero degli Interni nel 2017, con un posizionamento in graduatoria intorno al seicentesimo posto, ed essendo un finanziamento di 3 anni, i primi fondi sarebbero arrivati nel 2019, tuttavia, la frana ha preceduto la burocrazia. Inoltre – aggiunge il sindaco – sin dal mese di ottobre era stata attenzionata la Regione Basilicata, e di fatti, sempre per Corso Vittorio Emanuele, l’amministrazione, in data 14 gennaio, aveva ottenuto un finanziamento di € 160.000.

La questione dei finanziamenti, tuttavia, è foriera di altre problematiche. Secondo alcuni “addetti ai lavori”, infatti, molti di essi vengono bloccati a causa dei progetti mal redatti da parte delle Amministrazioni. Per Pomarico, sostiene il primo cittadino pomaricano, erano stati presentati nr. 6 progetti di consolidamento di cui tre già finanziabili, Piana Pacilio, Fosso San Pietro, Fosso Cutana in quanto tra le prime posizioni in graduatoria, quindi per essere esecutivi erano ben fatti.

L’intervento regionale, prosegue Mancini, è stato tempestivo, erogando in prima battuta € 160.000.

Quando un sindaco lancia un appello dovrebbe avere maggiore risonanza a tutti i livelli. Lo Stato e la regione devono ascoltare maggiormente i Sindaci che sono le sentinelle del territorio.

(F.M)

La conformazione del territorio aveva determinato un’altro episodio franoso, tuttavia nulla è stato costruito su quella zona dagli anni 50.

L’appello del sindaco verso AQL di monitorare il possibile le condutture in quanto condutture degli anni 50/60. “io credo che dopo 70 anni è inutile andare a rattoppare metro per metro le condutture pertanto ho chiesto in modo duro e deciso di rifarmi tutte le condutture al di sopra della zona franosa…credo che convenga più rifare le condutture nuove che ripararle mese per mese”.

A tal proposito i geologi parlavano di regimentazione delle acque, in quanto la morfologia del territorio determina questi eventi franosi se le acque non sono regimentate a regola d’arte.

I cittadini sfollati sono stati sistemati in appartamenti privati, anche se in maniera provvisoria, quindi bisogna capire se questa gente deve trasferirsi in case nuove o riempire queste provvisorie.

Problema dello spopolamento. Il timore, secondo la giornalista, è quello che la situazione possa indurre i cittadini a lasciare il Paese. Il Sindaco controbatte “Non voglio fare la fine di Craco, senza nulla togliere a Craco, ma le macerie sono sempre negative”. Di fatti era stato avviato un progetto sul centro storico già 3 anni fa in base al quale Pomarico sarà al centro di un grosso progetto, primo per la vicinanza a matera e secondo perché il centro storico è parzialmente abbandonato e i prezzi sono appetibili, quindi ci sono una serie di investitori stranieri che hanno stanziato 17 milioni di euro per far diventare il centro storico un villaggio turistico collinare, e che dovrebbe partire a breve con presentazione in assemblea pubblica, con il coinvolgimento della Regione. Rivalutazione del centro storico nell’ottica di far rimanere quanti giovani possibile in paese ed incrementare il turismo.

(G.i.L)